La città di Cattolica

I primi insediamenti nella zona risalgono a popolazione di stirpe celtica; a questi subentrarono i romani, che ne fecero un’importante stazione lungo la via Flaminia, come testimoniato dal rinvenimento di numerosi reperti archeologici, databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C. Fondata nella seconda metà del XIII secolo dal viceconte Guido della Tomba, fu a lungo sotto la giurisdizione della chiesa di Ravenna e del comune di Rimini che, preoccupato dei danni che sarebbero derivati alla sua economia dallo sviluppo commerciale del nuovo borgo, vi vietò la costruzione di un scalo portuale. Nodo viario di grande importanza, posto allo sbocco sulla Flaminia delle strade provenienti dall’interno, per tutto il Medioevo e i secoli successivi basò la sua economia sull’accoglienza, essendo tappa obbligata per quanti si recavano a Bologna e ad Ancona o ai santuari di Loreto e Roma. Dopo il dominio dei Malatesta e la parentesi del governo veneziano, agli inizi del Cinquecento fu nuovamente sottoposta all’autorità di Rimini, restandovi fino alla fine del Settecento, escluso il breve periodo in cui fu infeudata ai Della Rovere di Urbino. Per la sua posizione strategica a confine tra la Romagna e le Marche fu più volte saccheggiata da francesi e spagnoli impegnati nelle campagne d’Italia, oltre che dai turchi sbarcati sulle sue coste, registrando uno sviluppo delle attività marinare solo dalla seconda metà del Settecento. Ha conquistato l’autonomia amministrativa nel 1896. Tra i monumenti degni di nota sono: la rocca malatestiana della fine del XV secolo; la chiesa della Santa Croce, edificata tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600; l’antica chiesa di Sant’Apollinare e la chiesa di Sant’Antonio. Cattolica è ora un’esclusiva stazione balneare, meta di turismo nazionale ed internazionale.

Il Teatro della Regina di Cattolica

Inaugurato il 14 gennaio 1996 con un concerto del soprano Katia Ricciarelli,  il Teatro della Regina è il primo teatro-teatro progettato e costruito ex novo in Italia nel dopoguerra. Realizzato in tempi da record, solo  nove anni, il nuovo teatro di Cattolica si offre come simbolo dell’impegno che la città riserva alla cultura come strumento di crescita civile. La pianta del teatro ripropone lo schema classico a ferro di cavallo, tipica dei teatri detti all’italiana. I due ordini di palchi, coronati da un capiente loggione, da considerarsi in realtà come un terzo ordine di palchi, abbracciano la platea fasciata di legni biondi, il cui impegno rende l’acustica semplicemente perfetta. L’architetto Pier Luigi Cervellati ha saputo coniugare con estrema eleganza e modernità lo schema base del teatro all’italiana con la funzionalità e la versatilità richiesta ad una moderna macchina per spettacoli. Il teatro dispone di 700 posti, altri 200 sono ricavati nel lussuoso ridotto sottostante, sede di incontri e convegni. Il palcoscenico, largo 12 metri e profondo 10, è dotato di un golfo mistico capace di ospitare orchestre fino a 50 elementi. La  particolarità del golfo è quella di essere mobile e di poter essere  elevato al livello del palcoscenico aumentandone notevolmente la  superficie. Arredi, tende e poltrone, di un bel colore smeraldo, sono firmate in esclusiva dalla prestigiosa ditta Frau.

 

San Leo, città che vi incanterà…

San Leo, detta già Montefeltro, è situata a metri 583 slm, a 32 km. da Rimini, nella Val Marecchia, su un enorme masso roccioso tutt’intorno invalicabile; vi si accede per un’unica strada tagliata nella roccia. Sulla punta più alta dello sperone si eleva l’inespugnabile Forte, rimaneggiato da Francesco di Giorgio Martini, nel XV secolo, per ordine di Federico lll da Montefeltro. L’antichissima città che fu capoluogo (dall’origine alla fine) della contea di Montefeltro e teatro di battaglie civili e militari per circa due millenni, assunse con Berengario II il titolo di Capitale d’ltalia (962-964). S. Leone (sec. IV d.C.) ne fu l’evangelizzatore. La città ospitò Dante (“Vassi in San Leo…”) e S. Francesco d’Assisi, che qui ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino (1213). Si conserva ancora la stanza ove avvenne il colloquio fra i due uomini. Nel forte, trasformato in prigione durante il dominio pontificio, furono rinchiusi il conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e Felice Orsini (1844). Notevole il patrimonio architettonico conservato: la pieve preromanica, il duomo romanico lombardo del sec. Xll, il forte; Il Museo di arte sacra recentemente allestito nel Palazzo Mediceo, sparsi sul territorio comunale, i ruderi di diversi castelli, tra i quali quelli di Pietracuta, e di Piega, il convento francescano di S. Igne, il convento domenicano di Monte, di Pietracuta, la chiesa di Montemaggio, con un pregevole soffitto di legno a cassettoni. Il panorama che si gode da San Leo è uno dei più belli e caratteristici della regione la vista spazia sui monti circostanti e lungo, la vallata del Marecchia, fino al mare.

 

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